mercoledì 13 dicembre 2017

Wednesday's child



Si avvicinano le Feste e la fine dell'anno - classifiche comprese -, e per l'occasione, oltre alla consueta scorta di Cinepanettoni, io ed il mio sempre sgradito co-conduttore di rubrica Cannibal Kid affrontiamo una delle uscite più attese degli ultimi mesi: Star Wars - Gli ultimi Jedi.
In modo da dare giusto risalto a quello che sarà probabilmente l'ultimo grande evento cinematografico del duemiladiciassette io ed il mio antagonista, per intercessione di Thor e di tutti gli dei conosciuti e sconosciuti, eravamo addirittura riusciti ad ottenere la partecipazione, pur se limitata al commento su Gli ultimi Jedi, di Doc Manhattan: a causa, però, delle mie intemperanze e del bullismo mostrato nei suoi confronti, quest'ultimo ha deciso di ritirarsi neanche fosse il Cucciolo Eroico nella sua migliore interpretazione di 13 reasons why.
Cosa sarà accaduto dunque al resto della rubrica? Ad una Galassia lontana lontana la risposta.


"Cazzo, non dovevo picchiare troppo forte Cannibal come mi aveva detto Ford. Dev'essere per questo che Manhattan se l'è data a gambe."

Star Wars: Gli ultimi Jedi

"Manhattan, avevi forse paura che la mia spada laser fosse più lunga della tua!?"

Cannibal Kid: Il risveglio della Forza sorpresa era piaciuto persino a me, che non sono certo mai stato un fan della saga quanto Mr.Ford, e anzi considero la trilogia originale largamente sopravvalutata, mentre la seconda... va beh, quella è proprio terrificante sotto tutti i punti di vista, Natalie Portman esclusa.
Senza smanie nerd da fan allo stadio terminale, le mie aspettative sono nel complesso medio-alte anche se, dopo la noia di Rogue One, ho l'impressione che la febbre da Guerre stellari mi sia già scesa e l'entusiasmo stranamente provocatomi dall'episodio precedente non verrà replicato. Che la Forza, e pure la febbre, sia con me!
Ford: Il risveglio della Forza, in barba ai presunti haters della Saga come Cannibal, era stato una vera figata in grado di unire divertimento sfrenato, gran ritmo ed una certa qual profondità, legata anche al "passaggio di testimone" tra un vecchio e guascone Ford ed un giovane ed un pò stronzo nuovo alfiere del Lato Oscuro, che forse a saperlo avrebbero potuto far fuori Leila, ma tant'è. Personalmente ho sempre adorato Star Wars, trovo la prima trilogia una bomba - L'impero colpisce ancora su tutti - e la seconda tanto vituperata un crescendo partito malissimo con La minaccia fantasma e dunque ripresasi prima con il discreto L'attacco dei cloni e senza dubbio con il bellissimo La vendetta dei Sith. Le aspettative al Saloon sono piuttosto alte, e sinceramente spero che la Forza sia grande in questo Gli ultimi Jedi, tanto grande da annichilire l'aura radical poco chic di Cannibal.
Darth Vader: Cannibal fa parte dell'alleanza ribelle. Portatelo via!
Kylo Ren: Che ci fa Ford ancora in vita? Pensavo di averlo ucciso nel film precedente...


La ruota delle meraviglie

"Se n'è andato Manhattan, me ne vado anch'io: Cannibal e Ford sono due veri mostri."

Cannibal Kid: E se il vero evento della settimana non fosse il ritorno di Star Wars, bensì quello di Woody Allen?
Considerando che in genere tira fuori un film buono e uno meno e che il suo ultimo Café Society a me era piaciuto decisamente, questo dovrebbe essere l'anno della porcheria. Eppure La ruota delle meraviglie grazie al super cast e alle atmosfere rétro promette di essere, se non una meraviglia cannibale, almeno una roba decente e non una pallosa porcheria pseudo intellettualoide vecchio stile fordiana.
Han Solo: L'ennesimo filmetto annuale di Woody Allen?
Che noia! Io preferisco farmi un avventuroso giro per la galassia insieme a Chewbe. E poco importa se la gente crede che io sia morto...

Ford: il vecchio Woody, da una ventina d'anni a questa parte, è sempre una scommessa. Ad ogni nuova uscita la domanda è: sarà l'anno buono o quello della ciofeca? Un po' come quando si mettono a confronto White Russian o Pensieri Cannibali, o un avventuriero dal piglio deciso come Han Solo e un nerd in pieno stile Manhattan. Io spero che a questo giro si tratti della parte giusta.


Super vacanze di Natale

"Daje! Famose la versione Cinepanettone delle Blog Wars!"

Cannibal Kid: Una delle operazioni commerciali più inquietanti mai viste. Hanno deciso di prendere le scene dei cinepanettoni degli ultimi 35 anni che, per carità, prese singolarmente in alcuni casi sono anche divertenti, e di metterle insieme, giusto per racimolare qualche soldo dai malcapitati che decideranno di andare al cinema a vederlo. Più che un'operazione commerciale, forse sarebbe il caso di chiamarla rapina, visto che le sequenze in questione si trovano gratis su YouTube. Ciliegina sulla torta: hanno deciso di far montare il tutto a Paolo Ruffini, definibile come il Tommy Wiseau italiano, a essere generosi. Super scult dell'anno assicurato.
Chewbacca: Uuuuurgh arghhhhhh uhrrrrr aaaaargh!!!

Ford: mi trovo assolutamente d'accordo con l'esimio Chewbacca. E sì, perfino con Cannibal Kid.
Jar Jar Binks: Yo invece no vede l'ora di vederlo. Soy un grande fan dei cinepanettoni! Fan sentire me más intelligente.


Poveri ma ricchissimi

"Dite che così siamo trash abbastanza per eguagliare la moda tamarra di Ford?"

Cannibal Kid: Poveri ma ricchissimi è diretto da...
No, non si può dire. Il suo nome ormai è stato bandito, un po' come quello di Kevin Spac... no, non posso pronunciare nemmeno il suo.
Tralasciando le accuse nei confronti del regista, che avrebbe molestato chiunque e avrebbe persino palpeggiato i muscoli di James Ford, io devo confessare che il primo Poveri ma ricchi l'ho visto e mi ha pure divertito parecchio. Alla faccia degli snob come il mio blogger rivale e Doc Manhattan, questo sequel poraccio ma trashissimo mi sa proprio che me lo guarderò.

Boba Fett: la mia lista questa settimana è piuttosto ricca, evidentemente ci sono molte persone sgradite nella galassia. Meglio per le mie tasche. Il primo è il regista di una porcheria, mi hanno detto che non posso leggerne il nome. Il secondo è un certo Manhattan che pare non voglia mescolarsi troppo alla gente comune, neanche fosse l'Imperatore. Il terzo è Cannibal Kid. Per una volta potrei anche lavorare gratis.
Ford: entriamo nel periodo natalizio, ed ecco fioccare le cagate inguardabili neanche fossimo ancora negli anni novanta. L'unica cosa curiosa della settimana dei Cinepanettoni è trovare per una volta il sottoscritto e Cannibal pienamente d'accordo e sullo stesso fronte. Un po' come quando capita di dover prendere per il culo il potere o le celebrità.


Natale da chef

"Oh mio dio! Ma cos'hai buttato in pentola?" "E' la ricetta speciale che Ford mi ha ordinato di propinare a Doc Manhattan!"

Cannibal Kid: Se ho sempre provato una certa moderata simpatia nei confronti di Christian De Sica, lo stesso non posso invece dirlo di Massimo Boldi. È lui il vero Lato Oscuro dei cinepanettoni e questa commedia culi-naria me la potrei gustare giusto per assaporare il sapore di una stroncatura cotta a puntino.
Yoda: Arduo da vedere questo film è. Ford, Cannibal, molta paura in voi sento. Doc Manhattan? Nei pantaloni fatta te la sei?
Ford: anche rispetto a Boldi e De Sica devo concordare con il mio nemico Peppa Kid, per una volta tramutato dalla Forza in alleato contro il Lato Oscuro rappresentato dall'onnipotenza al botteghino di Boldi e quella in rete di Doc. Manhattan.

Belle dormant – La bella addormentata

"Mi dispiace, cara: ora ti lascio a bere quest'acqua frizzante con quel pusillanime di Cannibal, e io me ne vado a bere con Ford come un vero Expendable."

Cannibal Kid: Qualche giorno fa è uscita la notizia di una mamma inglese che si è scagliata contro la fiaba della bella addormentata. Il motivo? Secondo lei il Principe Azzurro sarebbe un molestatore. Alla luce di questa fantasiosa chiave di lettura, potrei anche dare uno sguardo incuriosito a questa particolare e radical-kitsch versione francese della storia. Potrebbe stupire. Anche se mai quanto quella mamma inglese, o Ford con i suoi pareri altrettanto strampalati.
Leia Organa: Chissene della principessa addormentata e molestata. L'unica principessa della Galassia che conta sono io, lo sanno tutti!
Ford: per me l'unica versione de La bella addormentata resta quella Disney, e tutte le altre - come i tentativi Disney live action - ingrasseranno le fila dei film che mi guarderò bene dal vedere neanche li avesse caldamente consigliati Cannibal.

L'assoluto presente

"Cannibal, Ford, non provate a salire su questa macchina! E' la limo presidenziale del Doc Manhattan!"

Cannibal Kid: Per chi si lamenta che il cinema italiano a Natale significa solo cinepanettoni, ecco un film ispirato alla cronaca che racconta di tre ragazzi che un giorno decidono di aggredire uno sconosciuto a caso in quel di Milano. Non potevano almeno andare fino a Lodi?
Chi si lamenta che il cinema italiano a Natale significa solo cinepanettoni, avrà comunque il coraggio di guardarsi questo Arancia Meccanica wannabe italiano?
Luke Skywalker: è proprio vero che i giovani di quest'epoca non hanno più valori. Mi trovo costretto, neanche fossi Ford, a scendere dalla mia montagna e sfoderare qualche mossa di wrestling jedi per fare capire loro che non si scherza, con l'old school.
Ford: chi frequenta spesso questa rubrica sa bene quanto poco sia tenero rispetto al Cinema italiano, dalle cose più trash ai titoli wannabe autoriali. Questo L'assoluto presente rientra alla perfezione nella seconda categoria, e come al solito mi ritrovo a sperare di essere sorpreso, anche se, purtroppo, credo proprio non sarà così.

martedì 12 dicembre 2017

Il libro di Henry (Colin Trevorrow, USA, 2017, 105')





Così come accade per piatti e cocktails esistono alcuni film che, pur portando in dote ingredienti perfetti per il nostro palato, finiscono per risultare fuori posto, poco armonici e pronti ad andare di traverso: ma cominciamo dall'inizio.
Colin Trevorrow è entrato nella mia vita di cinefilo qualche anno fa, grazie allo splendido Safety not guaranteed, che con ogni probabilità gli conserverà un giro gratis al Saloon per diverso tempo, e ci è rientrato anni dopo con il divertentissimo Jurassic World, segno che nonostante la profondità indie si trattasse di un regista assolutamente pane e salame: con la direzione dell'Episodio Nove di Star Wars - poi revocata - ad incombere, aveva tutte le carte in regola per sorprendermi di nuovo.
Il libro di Henry, del resto, è una vicenda di formazione che richiama I Goonies, Stand by me e tutte quelle belle cose anni ottanta con le quali sono cresciuto, praticamente una porta spalancata nei gusti del sottoscritto, anche considerato il casting che dalla sua poteva contare la ballerina Maddie Ziggler e gli ottimi Jaeden Lieberher e Jacob Tremblay, senza contare l'elemento dato dall'elaborazione del lutto e dell'analisi del rapporto genitori/figli - può confermare Julez la forza di quella che resta senza dubbio la sequenza più forte della pellicola -.
Eppure, c'è un eppure.
Perchè Il libro di Henry, dopo aver spacciato premesse ed aspettative, minuto dopo minuto si involve senza alcun ritegno e ritorno, e ad una prima parte interessante e coinvolgente unisce un crescendo tra i più retorici ed inutili che ricordi sull'orizzonte indie o quantomeno idealmente alternativo: un vero peccato, perchè la vicenda avrebbe potuto portare a qualcosa con un carattere ed un coraggio maggiori, puntando a diventare un potenziale cult piuttosto che un film da tentata lacrima facile buono per la serata in famiglia su Italia Uno, per quanto ormai possa suonare superato un discorso di questo genere.
Posso soltanto sperare che Trevorrow abbia incontrato ostacoli e subito pressioni in termini di produzione, perchè un lavoro di questo genere per un regista con le sue potenzialità non solo significa un'involuzione, ma anche la prospettiva di un futuro lavoro da mestierante di Hollywood più che da protagonista, più o meno lo stesso discorso applicabile a questo suo ultimo lavoro, che in un primo momento ho pensato fosse stato troppo bacchettato dal Cannibale e dai critici oltreoceano e che per primo, in corso di visione, mi sono ritrovato a maledire.
Nel corso dell'adolescenza - a prescindere da quando inizi o finisca - si pensa fin troppo spesso di essere un gradino sopra tutto il resto e tutti gli altri, finendo per puntare al cielo prima ancora di aver imparato davvero a stare sulle proprie gambe: in questo senso, Il libro di Henry è un film che si adatta perfettamente a quell'età, ma che non per questo debba essere necessariamente giustificato.
Probabilmente io stesso, avessi avuto migliori maestri, sarei maturato prima finendo per faticare meno di quanto non abbia faticato, effettivamente, poi: da questo punto di vista mi sento quasi in dovere di scatenare la più furiosa tempesta di bottigliate su questo film immaturo e sottilmente pretenzioso, che fa del ricatto emotivo la sua arma migliore in barba alla bellezza di spontaneità e semplicità.
E questo non va affatto bene.
Se vorrai entrare da protagonista nel libro di Ford, caro Trevorrow, dovrai impegnarti decisamente di più.



MrFord



 

lunedì 11 dicembre 2017

L'uomo di neve (Tomas Alfredson, UK/USA/Svezia, 2017, 119')





Tutti gli avventori del Saloon sanno benissimo quanto ami Jo Nesbo ed il suo personaggio principe, Harry Hole, detective alcolista e tormentato che, sulla pagina, ha girato il mondo e stanato serial killers in Norvegia dalla fine degli anni novanta a oggi, seguendo o quasi per età il suo creatore.
E chi segue questo vecchio cowboy conosce bene anche tutte le riserve che nutrivo a proposito di questa trasposizione cinematografica de L'uomo di neve, romanzo che lanciò il già citato Nesbo nell'Olimpo dei best sellers internazionali, in parte date dal fatto che si trattasse del settimo romanzo della saga e non del primo, in parte legate alle assurde scelte di casting - Fassbender sarà pure bravo e famoso, ma con Hole non c'entra proprio una fava secca, per non parlare della tostissima Bratt trasformata in una specie di bambolina indie -, in parte perchè se di norma il romanzo è superiore al film ispirato dallo stesso la sensazione, in questo caso, era quella di un replay del terrificante - e non in senso buono - Io sono leggenda di qualche anno fa, che da un Capolavoro della Letteratura snaturato portò sullo schermo una merda fumante.
Purtroppo, rispetto a L'uomo di neve, i timori si sono rivelati più che fondati.
Conscio, mi rendo conto, dell'influenza del romanzo, ho finito per considerare non solo assurdo l'adattamento - forzatamente cambiato per la maggior parte delle vicende narrate -, ma anche l'utilizzo dei particolari - tutti i fan di Hole sanno che il suo veleno favorito è il Jim Beam, noto bourbon americano, mentre nella pellicola il detective, che più che un alcolista pare essere vulnerabile alla bevuta facile e poco più, compare solo ed esclusivamente in compagnia di bottiglie di vodka da discount -, senza considerare il ritmo soporifero e l'intensità non pervenuta che ha trasformato Hole da personaggio ferito, tormentato ed in qualche modo romantico nel senso letterario del termine al tipico protagonista da giallo cinematografico scandinavo buono per gli appassionati di thriller da seconda serata nel weekend televisivo.
Un calvario per un appassionato come il sottoscritto che, anche se osservato cercando di rimanere all'esterno dei panni di fan della saga letteraria, finisce per risultare anonimo e privo di personalità, la più classica operazione prettamente commerciale pronta ad approfittare dello spettatore occasionale o del sentito dire senza alcun rispetto o considerazione per l'opera d'ispirazione o per l'intelligenza degli spettatori.
Un peccato mortale considerate le potenzialità di autore, serie e personaggio, che, continuo a ribadirlo, meriterebbero un'attenzione maggiore ed un panorama da piccolo schermo nella sua versione meglio curata - un nome solo: HBO -, piuttosto che trasposizioni così prive di personalità da risultare identiche a qualsiasi altra abbia regalato al pubblico uno dei registi dalla concentrazione di Valium più importante degli ultimi anni, Tomas Alfredson, che pare essere in grado di trasformare anche adrenalina pura in una bella tazza di camomilla.
Come se tutto questo non bastasse viene fornita una spiegazione assolutamente priva di originalità rispetto all'originale delle giustificazioni che muovono l'Uomo di neve, si preferisce un finale "giustizialista" e si finisce per perdere inesorabilmente il rapporto ed il legame che si stabilisce tra main charachter ed antagonista: un fallimento, dunque, su tutta la linea per quanto mi riguarda, e che porta alla delusione di aver visto, più che un film oggettivamente brutto o da incazzatura, una terribile occasione sprecata considerato il materiale dal quale si partiva.




MrFord




venerdì 8 dicembre 2017

Boomstick Award 2017






Tra i numerosi premi che circolano nella blogosfera e rimbalzano come un tam tam permettendo a noi impavidi bloggers di conoscerci e farci conoscere il mio favorito è e resta senza dubbio il Boomstick: nato come un omaggio ad uno dei personaggi più riusciti dell'horror, l'Ash della saga di Evil Dead, è stato anno dopo anno quello che ho ricevuto più volentieri, e che ho sempre condiviso con lo stesso piacere di una robusta bevuta.
Quest'anno a consegnarlo al sottoscritto è stata la sempre mitica Arwen, che è ormai una delle colonne portanti della blogosfera e che ha mantenuto vivo l'affetto per il lavoro di questo vecchio cowboy sin dai suoi esordi. Un grazie va dunque ad Arwen, mentre io alzo i calici e passo ad elencare le regole del Boomstick.




1- I premiati sono 7, né uno di più, né uno di meno, non sono previste menzioni d'onore.
2- I post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi, a mo di consolazione.
3 - I premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. E' sufficiente addurre un pretesto, o più di uno, se ne avete.
4 - E' vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite.
Per chi non rispetta le regole c'è il temuto (ma anche tentatore) bitch please award quindi occhio!


 


Ed ecco i premiati del Saloon, che per festeggiare dovranno bere almeno un White Russian in onore del sottoscritto.


- Arwen Lynch, perchè oltre ad avermi premiato e ad essere una delle più appassionate sostenitrici del Saloon, è l'incarnazione vivente del detto "se non ci fosse, occorrerebbe inventarla".

- Cannibal Kid, che oltre ad essere il mio antagonista detesta i premi e le catene, dunque non voglio perdermi la possibilità di irritarlo anche solo in parte. 

- Bara Volante, perchè negli ultimi anni si è affermato come uno dei bloggers più cazzuti ed Expendables che si possano trovare, sottoscritto escluso.

- Ink, perchè ormai lo considero, in barba alla certo non grande vitalità della blogosfera, il volto della generazione di bloggers successiva alla mia.

- Bolla, perchè oltre ad avere gusti forti è una delle più competenti che si possano trovare qui nella blogosfera, e senza dubbio è un pò Expendable anche lei.

- Lisa Costa, perchè nonostante sia potenzialmente più dalla parte della barricata del Cannibale, di tanto in tanto mostra tutta la fordianità che è in lei. 

- Giacomo Festi, perchè oltre a coltivare sogni da futuro scrittore di best sellers ben più del sottoscritto, è l'equivalente di un giovane padawan.


MrFord

 



 

giovedì 7 dicembre 2017

Geostorm (Dean Devlin, USA, 2017, 109')





Se c'è una cosa che mi fa incazzare in quanto strenuo sostenitore del Cinema americano anche di grana grossa sono le produzioni che danno ragione ai radical che bersagliano il suddetto Cinema americano per passatempo: quelle merdate da multisala nel weekend perfette per lo spettatore occasionale cui non fregherebbe nulla di quello che guarda, divertenti neppure per sbaglio, ironiche nei loro sogni più sfrenati o qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente per giustificare il prezzo del biglietto.
Certo, già dal trailer Geostorm lasciava presagire ben poco di buono - nonostante la presenza del fordiano Gerard Butler, che nonostante abbia infilato negli anni una serie di pellicole da incubo continua a starmi simpatico -, e potevo sospettare che sarebbe andata com'è andata, ma sinceramente non immaginavo che si sarebbe potuto fare peggio anche dei peggiori disaster movies degli ultimi anni, roba da far apparire Emmerich una specie di genio della settima arte.
Trama già vista e sentita, dinamiche trite e ritrite, un cast nutrito in cerca di grana, soluzioni implausibili, terribile finale retorico: davvero tutto quello che non vorrei chiedere alle tamarrate di questo stampo, anche e soprattutto considerato che nel corso dei centonove minuti non sono riuscito a divertirmi neppure per sbaglio, passando il tempo a sperare che si giungesse presto alla conclusione.
Interessante segnalare, oltre al livello davvero basso dell'intera produzione - che pare un cocktail di tutti i suoi predecessori anni novanta, oltre ad una versione "da serie C" di Armageddon - la caduta libera della carriera di Robert Sheehan, qualche anno fa idolo delle prime due stagioni di Misfits, destinato per molti a divenire uno dei giovani volti più promettenti del panorama mondiale ed ora finito a fare il caratterista, senza tra le altre cose neppure eccellere.
L'unica consolazione dell'essermi imbarcato in questa scellerata visione è la consolazione di aver trovato uno dei candidati più forti per la classifica dedicata al peggio del duemiladiciassette, nonostante la concorrenza quest'anno sia davvero agguerrita: ma quella tra le posizioni più alte di quella top ten  è la "tempesta" migliore che questa roba possa sperare di essere in grado di provocare.
Vi lascio immaginare quali siano le altre.




MrFord




mercoledì 6 dicembre 2017

Wednesday's child







Siamo entrati nell'ultimo mese dell'anno, che per molti bloggers cinefili come il sottoscritto e purtroppo anche il mio compare e co-ideatore di rubrica Cannibal Kid significa affrontare le ultime visioni che potrebbero influenzare i numerosi classificoni in arrivo con le Feste.
Chi, invece, di queste cose commerciali e frivole se ne sbatte è gente seria e competente come Kris Kelvin, con grande piacere del sottoscritto dati i molti gusti in comune ospite settimanale della rubrica: chissà se il Cucciolo Eroico avrà retto al colpo?



"Abbracciamoci per solidarietà alla nostra amichetta Cannibal: questa settimana se la deve vedere con due loschi figuri!"



SUBURBICON

"Hey, Matt! Stai cercando di imitare Ford, che anche quando si scende sotto zero sfreccia in bici pur di non guidare!?"

Kris Kelvin: Si parte facile, con un film che ho già visto (a Venezia). E diamo a Clooney quello che è di Clooney: che sia più bravo come regista che come attore è risaputo, e Suburbicon è un buon film... non è vero che il merito è tutto della sceneggiatura dei Coen, gli ultimi film dei Coen sono, a mio avviso, pretenziosi e compiaciuti esercizi di stile (e qui sento già gli applausi del Cannibale). Invece Suburbicon è un bel noir teso e graffiante, una satira feroce sulla politica trumpiana. Demenziale, violento, sarcastico, cinico, penso che a Ford piacerà da matti!
Cannibal Kid: Subito dal primo commento, si vede che Kris Kelvin è un blogger, anzi un critico cinematografico serio e professionale. Uno che va ai Festival che contano. Io e Ford al massimo partecipiamo alla Sagra della Patata. Mentre lui guardava Suburbicon al fianco di George e Amal, io probabilmente mi sparavo qualche inutile serie teen, e Ford si faceva una maratona di action con Sly, per dire...
Come se fossi a un Festival, mi alzo in piedi e faccio una standing ovation per le parole di Kelvin sui Coen e sono fiducioso in quel che dice sul film di Clooney, abbastanza spernacchiato dai suoi altri colleghi critici seri, ma che a me ispira. Nonostante l'aria di commedia satirica molto coeniana e quindi molto fordiana che tira.
Ford: Clooney mi sta simpatico e trovo sia un discreto regista, che in più di un'occasione è riuscito a convincermi. Con una sceneggiatura dei Coen alle spalle e tematiche potenzialmente molto interessanti potrebbe essere una delle sorprese di questa parte finale dell'anno, arrivando magari a guadagnarsi una posizione nella Top 40 fordiana dei film usciti in sala. Sarà così? Entro poche settimane lo sapremo. Quello che invece già so, è che probabilmente resterò come al solito deluso dalla classifica del Cannibale.

BAD MOMS 2 – MAMME MOLTO PIU' CATTIVE

"Cara, ti ho detto che non devi bere vino come me, ma solo White Russian! Così potrai diventare forte come Ford!"

Kris Kelvin: Sarà un retaggio (ormai mooolto remoto) dei miei pruriti adolescenziali, ma onestamente non ce la vedo tanto Mila Kunis (alias "gli occhi più belli del pianeta") nel ruolo di mammina stressata...anzi, diciamo che non ce la vedo proprio nel ruolo di mamma! Sì, lo so che nella vita vera ha già due figli, ma il cinema per fortuna è un'altra cosa (e menomale!) e per me resterà sempre un amore di gioventù, non posso farci nulla. Sul film, che dire: ben poco direi, dato che non ho visto il primo episodio e non ho nessuna intenzione di vedere nemmeno questo. Di stupide e banalotte commedie americane ce ne sono già abbastanza.
Cannibal Kid: Ouh, Kelvin, Mila è un mio amore di gioventù. Pensavo mi tradisse solo con Ashton Kutcher e non anche con te, maledetto!
Come MILF posso assicurarti che Mila ci sta benissimo e, per quanto il primo film non fosse fenomenale, si faceva guardare tranquillamente. Così come mi vedrò tranquillamente anche questo sequel, godendomelo ancor di più giù sapendo quanto Ford, se mai avrà il coraggio di vederlo, lo detesterà. Il primo Bad Moms l'anno scorso si era infatti guadagnato l'esagerato titolo di peggior film dell'anno sul suo WhiteRussian e questo Mamme molto più cattive rischia di bissare. Cosa che non può essere considerata altro che un onore, quasi fossero due Oscar.
Ford: il primo Bad Moms è stata una delle esperienze più tristi che ricordi rispetto ad una visione che avrebbe dovuto essere semplicemente divertente e easy, di quelle da serata a neuroni zero. Ovviamente, considerato quanto cagare mi fece il primo, mi guarderò bene dal tentare la fortuna una seconda volta.

FREE FIRE

"Ma è questo che succede quando si passa una serata con Ford?" "Sempre, Kris. Chiedilo pure a Cannibal."

Kris Kelvin: A giudicare dal manifesto, potrebbe anche ispirarmi. Si respira aria anni '70 e si sconfina nel "pulp", con evidenti tributi a Scorsese, Tarantino e anche a Guy Ritchie. Il problema sarà non solo "prendere spunto" ma anche girare qualcosa di originale, di non già visto. Dirige un certo Ben Wheatley (che non conosco), con un ottimo cast: Cillian Murphy, Armie Hammer, Sharlto Copley (ve lo ricordate in District 9?), Sam Riley, Noah Taylor. Brie Larson è la pupa del gangster, e il ruolo le calza a pennello. Penso che sia Ford che il Cannibale apprezzeranno (il film, non la Larson: lei è incontestabile ;) ).
Cannibal Kid: Film che (purtroppo) ho già visto e che mi ha annoiato come pochi altri quest'anno. Mi ha lasciato svuotato al punto che per ora non sono riuscito nemmeno a scriverci un post in proposito. Dopo una prima mezz'ora in cui si concede persino il lusso di proporre dei dialoghi, poi parte un'ora abbondante di sparatoria non-stop. Il film è tutto qua: spari, spari, e ancora assordanti spari. Nemmeno l'incontestabile Brie Larson, che è meglio recuperare in The Glass Castle, riesce a rendere il tutto minimamente interessante. Kelvin apprezzerà giusto l'aria 70s, Ford invece lo adorerà. Io piuttosto che rivederlo vado a spararmi, bang bang.


Ford: non l'ho ancora visto, ma l'atmosfera mi ispira ed il fatto che abbia annoiato Cannibal significa solo che probabilmente Kris potrebbe apprezzarlo ed io adorarlo. Se poi dovesse scappare una pallottola vagante dritta nelle chiappe di Peppa, anche meglio.

PATTI CAKE$

"Non te la caverai con questa birretta, caro Kris. E neppure la tua amica Patti Kid qui accanto. Qui si beve solo White Russian."

Kris Kelvin: Può una ragazzina bianca e obesa, soprannominata "Dumbo", sognare di diventare una reginetta del rap? Difficile in generale, quasi impossibile se hai la sfortuna di nascere in un quartiere dormitorio del New Jersey e devi fare da balia a una mamma scapestrata e attaccabrighe. Mi pare già di sentire in lontananza il clangore delle bottigliate di Ford, e in effetti il rischio dell'ennesima operazione di buonismo e simpatia è altissimo. Dicono sia stato applaudito all'ultimo Sundance Festival, eppure sento parecchia puzza di film ruffianotto e radical-chic. Ma magari al Cannibale, bastian contrario per eccellenza, potrebbe anche piacere!
Cannibal Kid: Yo, Kelvin, hai proprio ragione. Io un film come questo già non vedo l'ora di eleggerlo a mio nuovo cult personale. Gli ingredienti radical-indie sembrano esserci tutti. E alla fine mi sa che piacerà pure a Ford, che quando si tratta di rap insieme a me è uno dei pochi blogger bianchi ad apprezzare.
Ford: il rap mi piace, l'indie - se fatto bene - pure, il problema è se questo film si dovesse trasformare in un nuovo Precious, che avevo trovato sopravvalutato e bottigliato qualche anno fa. Spero proprio di no, anche a costo di trovarmi d'accordo con quel radical hipster di Cannibal.

LOVELESS

Tipico scorcio del cortile dietro casa Goi.

Kris Kelvin: Qui la cosa si fa seria. E allora niente frecciatine: Andrey Zvyagintsev è un SIGNOR autore, che folgorò il sottoscritto in tempi non sospetti, ovvero fin dai tempi del Leone d'Oro vinto nel 2003 con lo splendido Il Ritorno, che trionfò a Venezia da illustre sconosciuto e fece incazzare il nostro Marco Bellocchio che già pregustava la vittoria. Loveless racconta una (brutta) storia di genitori divorziati e rancorosi costretti a dover affrontare un dramma in comune: la scomparsa del loro figlio piccolo. Ovviamente la vicenda è un pretesto per riflettere sulle storture di un'epoca e d una società intera. Premio della Giuria a Cannes 2017.
Cannibal Kid: Ed ecco qua che emerge l'anima soporifer... volevo dire autoriale di Kelvin. Questo sì che si preannuncia come un film radical-chic, altroché Patti Cake$! E si preannuncia pure come un mattonazzo insostenibile. Il dubbio è: Ford per l'occasione recupererà il suo vecchio spirito più radical-autoriale o preferirà, come saggiamente ha scelto di fare negli ultimi tempi, qualche visione più leggera e cannibalesca?
Ford: Zvyagintsev aveva folgorato anche me con Il ritorno, film bellissimo e girato in modo pazzesco. Ammetto, però, di essermelo un po' perso negli ultimi anni, e di aver mancato, se non ricordo male, i suoi ultimi due lavori. Spero che questo ritorno - per l'appunto - mi stimoli al recupero, e che Loveless possa rivelarsi una di quelle pellicole autoriali molto fighe che soddisfano gli appassionati veri di Cinema come me e Kris e fanno incazzare i Cannibal di turno.

THE VOID – IL VUOTO

Kris, Ford e Cannibal nella loro versione de Il triangolo no.

Kris Kelvin: Un horror d'autore, di quelli "duri e puri", che potrebbe piacere tanto a James Ford: un poliziotto trova un ragazzo ferito in mezzo al bosco e lo porta a uno scalcinato pronto soccorso di provincia, dove un medico molto ambiguo lo imbottisce di sedativi per ridurlo al silenzio. Ma la pazzia di un'infermiera sadica innescherà un'assurda nottata di violenza estrema. Tensione, sangue, splatter, effett(acci) gore a iosa, in un titolo che potrebbe pure rivelarsi sorprendente. Questione di stomaco.
Cannibal Kid: Questa settimana che abbiamo come ospite un critico vero e proprio, persino gli horror si tingono d'autore. Io lo lascio volentieri ai miei due più competenti colleghi (o meglio al mio più competente collega Kelvin), preferendo guardarmi qualche stupido comedy-horror adolescenziale. Che sarà meno splatter, ma sarà anche più divertente.
Ford: sulla carta potrebbe essere un horror come piace a me, ma considerato che di norma il genere riserva spesso e volentieri porcate da record anche partendo da buone premesse, non voglio sbilanciarmi. Parlerò solo al termine della visione, sperando nel frattempo che Casale faccia il salto definitivo per entrare nel void.

DUE SOTTO IL BURQA

"Ma cosa sarebbe questa roba?" "Una porcheria, il libro di recensioni di Cannibal Kid. Io mi leggo quello di Kris Kelvin, che mi pare molto più competente."

Kris Kelvin: Commedia francese su un tema "spinoso" (a dire poco) come il radicalismo islamico. Una giovane coppia iraniana sta per trasferirsi a New York, ma il fratello di lei, integralista, ne ostacola in tutti i modi la partenza verso la terra degli "infedeli"... non ne so niente di più e non mi pronuncio, salvo rimarcare il fatto che in Francia si possono e si riescono a fare ANCHE film di questo tipo. Da noi la satira cattiva è concessa solo a Zalone...
Cannibal Kid: In una settimana di uscite ben poco nelle mie corde, ecco una francesata che potrebbe fare al caso mio. Anche se un tema ostico del genere per una commedia potrebbe rivelarsi un autogoal. Mi ricorda vagamente il britannico Four Lions, che ben poco mi aveva convinto, al contrario di Ford, che alla fine mi sa gradirà pure questo. Dal trailer comunque mi sembra una cacchiata caruccia. Quasi quanto un film del buon Zalone.
Ford: i francesi viaggiano a corrente alternata, dalle mie parti, passando da cose estremamente interessanti ad altre estremamente agghiaccianti. Questa commedia dal tema molto delicato che il mio rivale ha associato all'ottimo Four lions viaggia sul filo: personalmente spero di trovarmi di fronte una sorpresa positiva, ma con il Cinema francese, per l'appunto, così come con Cannibal, non si può mai davvero sapere. Nel frattempo, in caso, mi affiderò al parere decisamente più autorevole di Kris.

IL PREMIO

"Siamo sicuri di voler caricare quei tre pezzentoni di bloggers?" "Direi di no: lasciamoli in balìa di un Rutger Hauer qualsiasi."

Kris Kelvin: Così, a occhio, prevedo una raffica di bottigliate fordiane (mai troppo tenero lui con il cinema italiano). E forse non avrà tutti i torti... Gigi Proietti si reca in macchina a Stoccolma per ritirare il Nobel alla letteratura (sic!) assistito da Rocco Papaleo e dai figli Alessandro Gassmann e Anna Foglietta (doppio sic!!) Vorrebbe essere una commedia familiare, prendendo come spunto un improbabile road-movie attraverso le autostrade del vecchio continente. Francamente nemmeno io me la sento di scommettere un solo centesimo su questo film, ma se al Cannibale piacciono le scommesse impossibili... prego si accomodi!
Cannibal Kid: Va bene essere bastian contrario e pure masochista, ma nemmeno io oserei scommettere un euro su un pretenzioso on the road movie come questo. Alla fine la sorpresa pure in questo caso potrebbe essere Ford, che di recente ha esaltato un'altra commedia con Gassmann Jr. come Beata ignoranza al di là dei suoi reali meriti. Premierà anche questo Il premio?
Ford: già con il Cinema italiano non vado fortissimo, se poi ci mettiamo un tentativo che pare già goffo e Papaleo, uno degli attori che più detesto insieme a Ceccherini, il gioco è fatto. Non lo consiglierei, udite udite, neppure al Cannibale.

THE WICKED GIFT

"Un altro White Russian!? Adesso ho capito perchè scrivi tutte quelle stronzate, Cannibal! Hai cominciato a bere quanto Ford!"

Kris Kelvin: Un horror esoterico diretto da un regista italiano esordiente, tale Roberto D'Antona. Location: le brume del Vercellese. Interpreti: tanti giovani in cerca di lavoro (e di gloria). Magari, vedendolo, potremo dire un giorno di essere stati i primi ad assistere all'opera prima di un regista di culto. Per quanto mi riguarda, me ne farò una ragione e anche... qualsiasi altra cosa pur di rimanere a casa. Aho, so' fatto così: le "sole" le fiuto da lontano!
Cannibal Kid: Horrorino amatoriale girato non troppo distante dalle mie parti. Io del Vercellese ne ho già abbastanza nella realtà e non mi va di vederlo pure sul grande schermo. A giudicare dal trailer in ogni caso questo non è un film da sottovalutare: potrebbe guadagnarsi il titolo di lavoro più (involontariamente) divertente del 2017.
Da notare inoltre la competenza e la preparazione di Kelvin nel commentare pure queste uscite minori. Ford, tu che in genere scrivi 'ste righe mentre in sottofondo segui qualche assurdo incontro di wrestling, prendi appunti da un pro come lui.
Ford: non credo mi preoccuperò di questo film o di quello che sta scrivendo Cannibal. Sto seguendo un incontro di wrestling e non ho certo tempo da perdere.

MY LITTLE PONY – IL FILM

Il mondo del Cucciolo Eroico.

Kris Kelvin: Il cartoon che ha "spaventato" la Pixar, costretta a rinviare a dopo Natale l'uscita del suo Coco: perfetto, direi, per i Fordini, che adoreranno il mondo di Equestria e i suoi abitanti. E al Cannibale piace ogni tanto tornare bambino? Nella versione originale le voci sono di Emily Blunt, Zoe Saldana, Liev Schreiber e Michael Pena.
Cannibal Kid: Della serie anni '80 Vola mio mini pony ricordo più che altro la ancora oggi mitica sigla di Cristina D'Avena. Per il resto mi sembrava una bambinata quando avevo 5 o 6 anni, figuriamoci se ho voglia di avventurarmi in questa nuova versione che costringerà i poveri little Fordy ad accompagnare il loro sciagurato padre al cine, che se no si mette a frignare.
Ford: mai piaciuti i Mini Pony, e non ho alcuna intenzione di buttare i Fordini in pasto a questa roba. O di sorbirmela per dovere di genitore. Piuttosto, attendiamo tutti Coco.

L'INSULTO

"Prova ancora a pensare di far guidare Ford, e di insulti ne beccherai molti più di uno."

Kris Kelvin: Altro film "veneziano", passato in concorso con ottimi consensi (tra cui il mio). Nel Libano di oggi un banale incidente d'auto tra un muratore palestinese e un meccanico ultra-conservatore diventa un pretesto per scatenare un incidente politico-diplomatico su due visioni del mondo inconciliabili. Ottimi attori, sceneggiatura di ferro, grande coinvolgimento emotivo malgrado la trama esile esile. Una delle più belle sorprese dell'ultima Mostra del Cinema. Mi piacerebbe che per una volta il Cannibale spazzasse via la propria proverbiale diffidenza verso questo tipo di operazioni e si godesse lo spettacolo. A Ford invece... che glielo dico a fare! Lo vedo già in prima linea!
Cannibal Kid: Ford, tu si nu strunz!
Ah, L'insulto è il titolo del film? Pensavo fosse un invito. Comunque Kelvin, ma che dici? Io non sono diffidente vero questi film. Vuoi mica che cominci a insultare pure te?
A dare un'occhiata al trailer devo anzi dire che questo lavoro libanese mi sembra un legal-thriller molto accattivante e intrigante, ben più rispetto ai “colleghi” ammeregani tanto esaltati di solito dal Ford. Mi sa che, tra tutti i film in uscita questa settimana, sarà l'unico che potrebbe farci andare tutti e tre d'amore e d'accordo e a non farci prendere a insulti.
Ford: a parte gli insulti che riservo sempre molto volentieri al mio rivale Cannibal, questo film mi da proprio l'impressione di essere uno di quei prodotti di nicchia di grande valore che i giovani e finti giovani critici e finti critici come il Cucciolo Eroico snobbano a torto. Buon per me e Kris, che con questo tipo di proposte andiamo a nozze. Uno dei probabili film della settimana e del periodo.
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